Notizie storiche

Re Arduino

I remoti avvicendamenti storici di Sparone sono legati al nome di Arduino, a cui apparteneva il borgo verso l'anno Mille. Sulla gloriosa rocca, menzionata con il nome del primo re d'ltalia, si distinse il valore degli Sparonesi, che costrinsero l'imperatore Enrico II° di Germania a levare l'assedio, durato oltre un anno, dal 1004 al 1005 e dalla quale ne discesero vittoriosi.

Dell'antica fortezza ora non rimangono che poche vestigia: fu smantellata nel '500 in seguito alle bellicose scorribande di Francesi e Spagnoli in lotta fra loro.

Il tuchinaggio

Disegno di Santa CroceSparone divenne poi feudo indiviso dei conti di San Martino e di Valperga sul finire del XII° secolo. Nel 1338 gli Sparonesi possederono gli Statuti dai conti, ma poi stanchi dei loro soprusi e delle lotte interne che persistevano tra i possidenti, presero anch'essi parte al movimento popolare contro i nobili detto tuchinaggio, verso la fine del secolo, moto che era sorto in vari territori canavesani.

In quella fase ebbe influenza il Marchese del Monferrato che si impadronì anche di Sparone, per poi cederlo ai Savoia. I conti di San Martino e di Valperga rientrarono in possesso di Sparone come risulta dalle investiture del 1439 e successive. Il 28 luglio 1577 al Comune vennero ricostituiti gli antichi Statuti e confermati due anni dopo.

La lavorazione del rame

Dal secolo XVIII° gli artigiani sparonesi, qualificati nella lavorazione del rame, andavano in giro per i paesi piemontesi e lombardi ad offrire la loro esperienza. Durante il periodo della dominazione francese, vi era un'impresa che produceva palle da cannone ed altri oggetti da guerra.

Già in un consegnamento del 1583 sono citati vari mulini e fucine, posti tutti lungo il corso della cosiddetta "Roggia delle Fucine" o "Roggia del Mulino".

Le inondazioni

Due date funeste per Sparone furono quelle dell'8 luglio 1654 e quella del 13 agosto 1850, giorni in cui varie case furono abbattute dalle disastrose inondazioni, che causarono pure la morte di diverse persone oltre che a provocare distruzione a colture e prati.