Chiese e cappelle

Sparone

Chiesa Parrocchiale di San Giacomo Apostolo

Chiesa di San Giacomo È ignoto l'anno di fondazione: sappiamo però che già nel 1329 le funzioni erano da molti anni trasferite da Santa Croce in un'altra chiesa situata a valle, dedicata ai Santi Salvatore e Giacomo, corrispondente all'attuale parrocchiale. L'edificio subì nei secoli numerosi restauri e rimaneggiamenti, in particolare tra il 1745 e il 1750, quando fu ampliata per aumentarne la capienza; di nuovo nella seconda metà dell'800 ed all'inizio del '900 l'edificio fu rinnovato. Tela presente nella chiesa di San Giacomo La facciata, in stile romanico-barocco, fu interamente rifatta nel 1908. L'interno a tre navate ha la volta centrale affrescata con pregevoli pitture del 1908, eseguite dal pittore Giovanni Silvestro da Montanaro, sovrapposte alle pitture del 1821 del pittore Michelangelo Bianchi. I due coretti furono fatti costruire dal Prevosto Don Faletti nel 1882 per ampliare il presbiterio. AltareL'ex-altare della Madonna del Rosario presenta quindici formelle lignee raffiguranti i misteri del rosario, già citati nella visita di Mons. Asinari del 1647. Sopra l'altare maggiore vi è la pala ovale del 1897 raffigurante l'Assunta, San Giacomo e San Giovanni evangelista del pittore Stornone d'Ivrea, come dello stesso artista è la tela del 1890 riproducente "Il transito di San Giuseppe". La statua di San Giacomo risale al 1886, quella della Madonna del Rosario è del 1894 e la bellissima statua lignea del Cristo morto è verosimilmente di fattura quattrocentesca.

Vasario

Cappella di San Rocco

VasarioL'edificio attuale è del 1817 ed è affiancato dalla "Casa del Cappellano", costruita nel 1879, sede anche della locale scuola attiva fino all'immediato dopoguerra. La chiesa, dapprima dedicata alla Madonna, fu edificata agli inizi del sec. XVII ed è citata per la prima volta nella visita pastorale di Mons. Ceva del 1616. Nella visita successiva del 1647 è dedicata a San Rocco ed ai primi del '700 anche alla Madonna del Suffragio. L'interno presenta la volta affrescata nel 1877 dal pittore Stefano Bonino da Strambino e conserva una pala d'altare settecentesca con colonne tortili ed una tela che faceva parte dell'altare del Suffragio, che reca una firma cancellata e la data "1855", raffigurante le anime del Purgatorio, la Trinità, la Vergine e San Michele.

Prealba

Cappella della Visitazione e Santa Lucia

PrealbaPosta lungo la carrozzabile per Vasario, in località Prealba, versa attualmente in stato di irriducibile degrado. Fu edificata nel 1722 dal nobile Giovanni Magnino ed ha la volta è totalmente affrescata; alle pareti interne erano appese numerose tele ex-voto, come riportato negli atti della visita pastorale del 1729. La facciata presenta un affresco raffigurante la Visitazione ed è sormontata da una campanile a curiosa pianta triangolare.

Posarolo

Cappella della Consolata

PosaroloFu edificata verso il 1860; è stata recentemente recuperata dopo più di trent'anni di abbandono. Negli anni '70 è stata depredata di arredi e suppellettili, di cui rimane solamente la pala d'altare del 1869 raffigurante la Consolata, conservata ora in chiesa parrocchiale. Secondo la tradizione verbale, agli inizi del '900, l'interno e la facciata della cappella vennero decorati dal pittore Silvestro da Montanaro su commissione di Panieri Marco che ne provvide i restauri.

Frachiamo

Cappella della Madonna della Neve e Santa Lucia

FrachiamoLa bella chiesa di Frachiamo fu costruita tra il 1778 e il 1781, su progetto dell'architetto Francesco Antonio Bruna, laureato alla Regia Università di Torino, a seguito delle ormai precarie condizioni della vecchia cappella già citata nel 1616. Nell'anno 1779 compare sulla scena un Conte di Castellamonte non meglio identificato; forse era capitato a Frachiamo per andare a caccia o per qualche altro motivo che si ignora. Sta di fatto che questo nobile prese a cuore la sorte dell'erigenda chiesa di Frachiamo e sembra abbia preso lui stesso contatti con Francesco A. Bruna, l'architetto che nel 1775 aveva progettato la ristrutturazione del palazzo comunale di Castellamonte. E di certo questo Conte contribuì anche finanziariamente, perché nonostante la loro disponibilità e volontà, da soli, i frazionisti di Frachiamo, forse non ce l'avrebbero fatta. Questo esimio mecenate è ricordato su una pietra assai rozza, murata sulla facciata della chiesa. È in parte illeggibile e assai confusa: "Il promotore e fondatore della prima pietra fu il [...] Combetta Conte di Castellamonte. Lì, 7 ago 1779". L'interno presenta la volta affrescata ed un altare con pala effigiante il miracolo della nevicata sul monte romano dell'Esquilino. Nel transetto destro si erge l'altare ligneo, di fattura settecentesca, dedicato a Santa Lucia. Lo slanciato campanile fu ricostruito nel 1866. Nel prato innanzi al sagrato si può vedere l'inizio della vecchia mulattiera che congiungeva la borgata con il capoluogo di Sparone. Poco distante dalla chiesa è visibile la "Casa del Cappellano", sede della scuola elementare, già citata nella visita pastorale del 1765; la scuola elementare, sussidiata dal Comune, rimase attiva fino agli anni '80.

Budrer

Cappella di San Pietro in Vincoli

BudrerLa piccola cappella compare per la prima in un consegnamento del 1717. Dopo un progressivo degrado verso la fine dell'800 viene abbandonata e di lì andrà verso il quasi totale declino. Nel 2001, grazie ad alcuni volontari, dopo più di cento anni d'incuria, è stata salvata dall'imminente crollo del tetto. L'interno è spoglio: l'unica decorazione è un affresco di San Pietro davanti all'altare, risalente al '700. Sulla facciata campeggia un piccolo campanile a vela in pietra.

Costa

Cappella di San Grato d'Aosta

CostaSi erge poco discosta dalla borgata, a circa mezz'ora di cammino dalla borgata Budrer. Citata per la prima volta nel registro dei matrimoni nel 1696 è di modeste dimensioni e conserva la pala d'altare raffigurante la Madonna, San Grato e Sant'Antonio abate di presumibile fattura settecentesca ed una tela della Consolata del 1839.

Bose

Cappella di San Pancrazio e della Consolata

BoseEdificata verso il 1760 la chiesa fu dedicata a San Pancrazio martire e dal 1832 anche alla Consolata. L'interno, affrescato dal pittore Antonio Frola da Montanaro nel 1888, presenta un altare in laterizio staccato dalla parete sormontata dalla pregevole pala del 1924 che raffigura la Consolata e San Pancrazio, realizzata dal pittore Silvestro da Montanaro. Vi sono pure parecchi "ex-voto", uno dei quali del 1766 e la vecchia pala di fattura settecentesca. La facciata fu affrescata dal pittore Silvestro nel 1906 ed è sovrastata da un ampio porticato ed a fianco il campanile, ricostruito nel 1884. Poco distante dalla cappella vi è l'edificio della vecchia scuola elementare, risalente agli inizi dell'800, dove vi hanno sempre insegnato maestri laici fino al 1960, quando la scuola fu chiusa.

Sommavilla

Cappella di Sant'Antonio da Padova, Santa Lucia e San Rocco

SommavillaEdificata dai frazionisti nel 1657, presenta la volta affrescata e custodisce un bellissimo altare ligneo del 1733 con pala raffigurante la Madonna col Bambino, San Rocco, Sant'Antonio e San Sebastiano, commissionata nel 1658 da Don Bartolomeo Aimonetto da Sparone, Parroco di Vigone, come cita l'epigrafe sulla tela. Vi è pure l'antica statua lignea di Sant'Antonio, portata un tempo in processione, citata nel 1778 da Mons. Pochettini. Agli inizi del '800 la cappella venne ampliata con l'aggiunta della navata laterale, affrescata nel 1838 e venne aggiunta la dedicazione a Santa Lucia. Altri restauri furono eseguiti nel 1855.

Peretti

Chiesa della Confraternita dei Disciplinati della SS.ma Croce e San Giovanni Battista

PerettiLa prima chiesa venne fondata nel 1619 dalla Società dei Disciplinati della SS.ma Croce, sodalizio attivo fino all'inizio del '900, annoverante molti iscritti che alle funzioni religiose indossavano l'abito proprio di colore bianco. L'8 luglio 1654 - a causa di una terribile inondazione del torrente Ribordone che provocò devastazione e rovina e la morte di ben 22 persone - la chiesa venne distrutta, assieme alla cappella della Madonna delle Grazie al Ponte, ma fu ricostruita tra il 1660 e il 1670. Tra il 1750 e il 1760 l'edificio fu ampliato ed abbellito, con l'aggiunta della balconata d'orchestra ed il pronao. Dopo il 1969 la chiesa venne abbandonata e dopo vent'anni, grazie ad alcuni volontari, sono iniziati vari interventi di restauro nel 1985. L'unica navata presenta la volta con affreschi del 1897 del pittore Serra d'Ivrea; l'altare è in laterizio e sulla parete di fondo è fissata la settecentesca pala con colonne lignee e fregi raffigurante la Deposizione dalla Croce e San Giovanni Battista. Sopra al portone d'ingresso èl'affresco della Pietà del pittore Silvestro da Montanaro, eseguito nel 1902.

Poco distante dalla chiesa, probabilmente nei pressi dell'attuale ponte sul Riborda, vi era l'antica cappella dedicata alla Madonna delle Grazie, già citata in un consegnamento del 1583. È descritta, nella visita pastorale di Mons. Asinari nel 1647, con le pareti dipinte da figure di vari santi e con numerosi quadri votivi appesi alle pareti; venne distrutta completamente dall'alluvione del 1654 e non più ricostruita.

Monte della Motta

Cappella di Santa Apollonia, già SS.ma Trinità

Posta lungo la strada che porta alla rocca è citata già nel 1582, anno della visita di Mons. Ferreri, come chiesa della SS. Trinità. L'attuale edificio risale al 1673, riedificato dagli sparonesi, come attesta la scritta nella cappella: "SUMPTIBUS 1673 SPARONI - B.C. F.F.", a seguito dell'interdizione di utilizzo dell'edificio da parte di Mons. Milliet nel 1660. Nel 1808 è ancora citata come "Cappella della SS. Trinità"; invece nel 1826 Mons. Luigi Pochettini la annota già come "Cappella di Santa Apollonia". La chiesa, il cui interno è completamente spoglio, versava in totale stato di abbandono; è stata recuperata in parte dai giovani dell'Oratorio Parrocchiale nel 1993. Vi era un bellissimo altare ligneo con diverse statue di santi poste su colonne dorate, restaurato ed indorato nel 1888; fu completamente trafugato da ignoti negli anni '60. Sulla facciata vi è un affresco del 1906, assai degradato, del pittore Silvestro da Montanaro, raffigurante Santa Apollonia.

Torna

Cappella della Madonna degli Angeli, già Sant'Antonio abate e San Rocco

TornaLa piccola cappella, dedicata inizialmente a San Rocco e poi anche a Sant'Antonio abate, fu costruita verso il 1640 da un notaio, nobile del luogo, Antonio de Antonia, ed era detta "San Rocco in Valeris". Nei secoli successivi venne più volte rimaneggiata. All'interno vi sono due affreschi raffiguranti San Sebastiano e San Maurizio, già citati nella visita pastorale del 1647; inoltre sono conservate tre belle tele di fattura ottocentesca raffiguranti Santa Lucia, Santa Liberata e San Paolo apostolo.

Apparè

Cappella dei Santi Angeli Custodi e Santa Apollonia

ApparNon si conosce la data di fondazione: sappiamo però che nel 1699, anno della visita pastorale di Mons. Lambert esisteva già una chiesa nella frazione. L'edificio fu poi demolito, perché troppo piccolo, e ricostruito nel 1850. È conservata una tela ottocentesca raffigurante la contitolare Santa Apollonia, invocata contro il mal di denti.

Calsazio

Cappella della Madonna del Rosario, San Bartolomeo e San Michele

CalsazioLa cappella è citata per la prima volta nel registro dei matrimoni del 1719; fu più volte rimaneggiata, sia nell'800 che nel '900. L'interno presenta la volta decorata nel 1859 dal pittore Naretto di Mongrando ed un elegante altare con stucchi con pala è del 1846 raffigurante i santi dedicatari. La semplice facciata presenta tre affreschi del 1908 riproducenti la Madonna del Rosario, San Bartolomeo Apostolo e San Michele Arcangelo, del pittore Silvestro da Montanaro. Poco distante dalla chiesa è la "Casa del Cappellano", sede della scuola elementare della borgata attiva fino alla metà degli anni '40.

Nosè

Cappella della Madonna del Carmine e Santa Lucia, già San Rocco

NoseLa prima cappella dedicata a San Rocco, venne edificata tra il 1660 e il 1670. Nel 1826 fu demolita perché ormai fatiscente e troppo esigua e venne ricostruita dalla parte opposta della strada dov'è attualmente. Nel 1874 fu dedicata alla Madonna del Carmine e Santa Lucia. La facciata presenta alcuni affreschi con figure di santi del 1882 e l'interno conserva una pala ottocentesca. Il campanile in pietra, posto a fianco della sacristia, fu edificato nel 1870.

Bisdonio

Cappella di Santa Liberata, San Pietro apostolo e Maria Ausiliatrice, già Madonna delle Grazie e San Pietro

BisdonioLa chiesa fu iniziata nel 1852 e benedetta nel 1853 con dedicazione alla Madonna delle Grazie e San Pietro Apostolo. Nel 1878 decadde la festa della Madonna delle Grazie, sostituita da quella di Maria Ausiliatrice (24 maggio) e Santa Liberata vergine (18 gennaio). L'interno presenta un altare in laterizio con pala del 1852. Alla facciata è addossato un ampio porticato ad archi e alla destra uno slanciato campanile del 1868. Dietro alla chiesa vi è la "vecchia cappella", totalmente affrescata, risalente secondo la tradizione al '500, come cita l'epigrafe riprodotta sulla parete: "Per il 1533. Socieduto una malattia osta morbu inginirale che nella borgata piator viesttato ancora tre figlie una fatto fare la chiesa di sant'anna l'altra l'adolorata sotto pasqualone l'altra la madonna delle grazie nella borgata busdognio. F. lt 28 agosto 1900". Tradizione vuole che la chiesa di Sant'Anna, il pilone votivo dell'Addolorata in borgata Pasqualone e la cappella di Bisdonio furono fatte edificare da tre sorelle che, scampate miracolosamente alla "peste", dopo il 1533 testimoniarono la loro fede e la loro riconoscenza a Dio erigendo questi tre edifici sacri. Di fatto non risulta in nessuno documento storico l'autenticità di questa iscrizione e altresì non risultano esserci a Sparone, subito dopo il 1533, altre chiese oltre la parrocchiale, quella di Santa Croce e quella della Santissima Trinità (poi Sant'Apollonia); probabilmente ci si riferisce a tre piloni, come a quello dell'Addolorata a Pasqualone che porta la scritta del 1535, la "vecchia cappella" di Bisdonio che troviamo citata per la prima volta in un consegnamento del 1678 e un altro pilone dedicato a Sant'Anna poi sostituito dall'attuale chiesa dell'Aia di Pietra.

Piani

Cappella della Visitazione, San Lorenzo e Santa Lucia

PianiCitata per la prima volta nel registro dei matrimoni del 1694, presenta una sola navata. La volta e la facciata furono affrescate, nel 1909, dal pittore Silvestro da Montanaro. Sono conservate in chiesa due tele settecentesche raffiguranti San Lorenzo e Santa Lucia. L'antica statua lignea della Madonna col Bambino, databile al '600, è conservata nel Museo Diocesano di Arte Sacra. Vicina alla chiesa è la "Casa del Cappellano", sede della scuola elementare della borgata attiva fino agli anni '80.

Feilongo

Cappella di San Rocco e Santa Barbara, già San Bartolomeo Apostolo

FeilongoLa cappella è già nel 1647, dedicata a San Bartolomeo apostolo; dal 1670 è poi menzionata come "cappella di San Rocco". L'attuale edificio risale in gran parte alla ricostruzione eseguita nella seconda metà del 1800. L'interno conserva un bel altare ligneo risalente a metà '700.

Barchero

Cappella di San Domenico di Guzman e Sant'Antonio da Padova

BarcheroL'alpestre cappella, posta a 1106 metri, fu edificata agli inizi del '700 e rimaneggiata nel 1793; nel 1840 fu ampliata con l'aggiunta del piccolo coro e ristrutturata nel 1848, come riportato da iscrizioni sulla parete interna. Conserva all'interno alcune tele forse settecentesche e sul fianco destro un modesto campanile in pietra.

Aia di Pietra

Cappella di Sant'Anna, Santa Lucia e Addolorata

Aia di PietraDalla visita pastorale di Mons. Milliet del 1660 risulta che la cappella fu costruita e benedetta in quello stesso anno; fu poi restaurata e ampliata nel 1772. L'interno è decorato da affreschi del 1820 e conserva alcune tele del '700 e '800 e varie tele ex-voto. L'altare laterale, dedicato all'Addolorata, è del 1886. Di fianco alla chiesa si erge la "casa della cappella" costruita nella prima metà dell'800. Il campanile, edificato nel 1694, si erge isolato su un masso roccioso a poca distanza dalla chiesa.

Mares

Cappella di San Bernardo di Mentone e Santa Maria Maddalena

MaresLa cappella è posta sotto la "Cima Mares" (1601 mt). L'edificio fu fondato nel 1745, come attesta l'iscrizione posta sull'architrave in pietra del portone d'ingresso. L'affresco sulla facciata fu restaurato dal pittore Frola da Montanaro nel 1902. La parete dietro l'altare è decorata da figure di Santi: la B.V. Maria col Bambino e i Santi Bernardo di Mentone, Maria Maddalena, Antonio da Padova, Giuseppe, Giovanni Battista e Domenico di Guzman, di pregevole fattura ed ancora abbastanza ben conservati. Fanno parte dell'edificio anche alcuni locali utilizzati per il ricovero di attrezzature e per le persone.

Onzino

Cappella di San Giovanni Battista e San Firmino vescovo

OnzinoLa cappella di Onzino compare per la prima volta in un documento del 1694 e venne dedicata a San Giovanni Battista; nel 1770 compare anche la dedicazione a San Firmino, vescovo di Amiens. L'interno, deturpato e privato di ogni suppellettile e ornamento, è stato restaurato alla fine degli anni '90. Lo slanciato campanile in pietra fu costruito nel 1792 e la sacristia nel 1822.