Escursioni

Vecchia mulattiera per Frachiamo

Partenza: Loc. Peretti

Arrivo: Loc. Frachiamo

Quota partenza: m. 551

Quota arrivo: m. 1.000

Durata: 1h e 15'

Dislivello: m. 449

Difficoltà: turistico

Segnavia: segni rossi

Periodo: tutto l'anno con assenza di neve

Descrizione:

Dalla piazza del Ponte percorrere il ponte sul Rio Ribordone e, su strada asfaltata, dirigersi verso il Ristorante "La Rocca", indi raggiungere un bivio, tenersi a sinistra e dopo circa 100 m. girare a destra su ottima mulattiera. Dopo alcuni metri è possibile vedere l'incisione della data di realizzazione della mulattiera: 1872. A questo punto si esce dal riparo delle piante e si sale su comodo lastricato: dopo circa 20 minuti si raggiunge una costruzione chiusa su tre lati denominata "Deposito dei morti", utilizzata in passato come sosta durante il trasporto dei defunti da Frachiamo a Sparone e notevole punto panoramico sulla Chiesa di Santa Croce, antica parrocchiale risalente all'XI°-XIII° secolo. Successivamente si passa accanto ad un pilone votivo con pitture di Silvestro da Montanaro e, su comoda mulattiera, si giunge al termine del lastricato con punto panoramico sulle torri di Pont.

cartinaQuindi si percorre la carrozzabile per circa un chilometro, si passa accanto alla palestra di roccia - a sinistra nel senso di salita - e poco oltre, a destra, si nota il secondo pilone votivo a valle della strada. Dopo il primo tornante si rientra nel bosco su sentiero, passando accanto ad un terzo pilone; un breve tratto e si guadagna nuovamente la carrozzabile, da percorrere sino a un largo tornante. Si supera un muretto in cemento e, dopo breve tratto su scalini, si raggiunge nuovamente la mulattiera su comodo lastricato; si supera un quarto pilone votivo e, in breve, si raggiunge la piccola piazza antistante la chiesa di Frachiamo. Volendo proseguire si può raggiungere la frazione Vasario su sentiero ben segnato: in questo caso si superano le case in direzione ovest (1 h e 30'), oppure si sale a Punta Arbella, addentrandosi fra le case della frazione in direzione nord (2h e 30') oppure si raggiungere l'abitato di Montpont passando dalla borgata Piancerese e dalla chiesetta "La Madleina".

La discesa è per la via di salita.

Grotta "La Custreta" (1593 Pi/TO)

Partenza: Frazione Vasario

Arrivo: Monte: Punta Arbella

Quota partenza: m. 980

Quota arrivo: m. 1350

Dislivello: m. 300 c.a.

Descrizione:

Fino al 1993, era una grotta citata nel catasto speleologico e visitata una paio di volte negli ultimi decenni. La sua posizione era infatti segnata sulla carta in modo non esatto e le indicazioni sullíubicazione molto vaghe. Líautore ha trascorso alcune giornate nellíinverno del 1992 alla ricerca dellíingresso di questa grotta di impostazione freatica che si apre in una delle lenti di marmo che sono sparse sul territorio della Valle Locana (Valle dell'Orco). Il 23 dicembre 1992 líautore ne rintracciava líingresso ed in una visita successiva, nellíagosto 1993 riusciva a catturare 8 esemplari (fotografandone uno - vedi foto) di un Leptodirino che venne subito identificato da Pier Mauro Giachino (Museo Regionale di Scienze Naturali) come una nuova specie ed in seguito un nuovo genere per la Scienza. Si è così avuta una conferma importante del fatto che la Punta d'Arbella e le cime circostanti sono state degli importanti massicci di rifugio durante le ultime glaciazioni.

In svariate visite successive líautore ha catturato molti esemplari di questo nuovo Insetto Cholevidae Leptodirinae che è stato denominato Canavesiella lanai ed ha compiuto ricerche sul popolamento di questa grotta, che come dice il nome, è stretta nella maggior parte della sua estensione. Eí una grotta fredda: la temperatura del terreno interno, rilevata in maggio, è risultata di ca. 5 °C; a testimonianza di questo fatto, allíingresso si trovano spesso cespiti di Leontopodium alpinum, ca. 400 m al di sotto della quota a cui normalmente vegeta questa specie.Si possono enumerare, fra le entità più significative: Alpioniscus cfr. feneriensis, un Araneae Linyphiidae, 2 nuove specie di Ischyropsalis in corso di studio, Chilopoda Lithobiidae e Geophilomorpha, Sphodropsis ghilianii ssp., Trechus sp. e Oxychilus sp. In anni recenti, líautore è tornato alla "Custreta" insieme a speleologi del Gruppo Speleologico Biellese e, sotto la guida del topografo Renato Sella, si è eseguito un rilievo completo della grotta. Nello stesso periodo del primo ritrovamento di Canavesiella, líautore ha svolto ricerche anche in una vallecola collaterale a quella di Sparone, dove si trova la "Custreta", ed ha rilevato la presenza di una fauna confrontabile anche nella grotta "Booí díla Faia" (1596 Pi/TO), sopra il santuario di Prascond?, a 1800 m ca. di quota. Fino al 1993, era una grotta citata nel catasto speleologico e visitata una paio di volte negli ultimi decenni. La sua posizione era infatti segnata sulla carta in modo non esatto e le indicazioni sullíubicazione molto vaghe.

L'autore ha trascorso alcune giornate nellíinverno del 1992 alla ricerca dellíingresso di questa grotta di impostazione freatica che si apre in una delle lenti di marmo che sono sparse sul territorio della Valle Locana (Valle dell'Orco). Il 23 dicembre 1992 líautore ne rintracciava líingresso ed in una visita successiva, nellíagosto 1993 riusciva a catturare 8 esemplari (fotografandone uno - vedi foto) di un Leptodirino che venne subito identificato da Pier Mauro Giachino (Museo Regionale di Scienze Naturali) come una nuova specie ed in seguito un nuovo genere per la Scienza. Si è cosÏ avuta una conferma importante del fatto che la Punta d'Arbella e le cime circostanti sono state degli importanti massicci di rifugio durante le ultime glaciazioni. In svariate visite successive líautore ha catturato molti esemplari di questo nuovo Insetto Cholevidae Leptodirinae che è stato denominato Canavesiella lanai ed ha compiuto ricerche sul popolamento di questa grotta, che come dice il nome, è stretta nella maggior parte della sua estensione. Eí una grotta fredda: la temperatura del terreno interno, rilevata in maggio, è risultata di ca. 5 °C; a testimonianza di questo fatto, allíingresso si trovano spesso cespiti di Leontopodium alpinum, ca. 400 m al di sotto della quota a cui normalmente vegeta questa specie. Si possono enumerare, fra le entità più significative: Alpioniscus cfr. feneriensis, un Araneae Linyphiidae, 2 nuove specie di Ischyropsalis in corso di studio, Chilopoda Lithobiidae e Geophilomorpha, Sphodropsis ghilianii ssp., Trechus sp. e Oxychilus sp. In anni recenti, líautore è tornato alla "Custreta" insieme a speleologi del Gruppo Speleologico Biellese e, sotto la guida del topografo Renato Sella, si è eseguito un rilievo completo della grotta. Nello stesso periodo del primo ritrovamento di Canavesiella, líautore ha svolto ricerche anche in una vallecola collaterale a quella di Sparone, dove si trova la "Custreta", ed ha rilevato la presenza di una fauna confrontabile anche nella grotta "Booí díla Faia" (1596 Pi/TO), sopra il santuario di Prascondù, a 1800 m ca. di quota. (Dal sito: digilander.libero.it/enrlana)

Cima Arbella: Versante Frachiamo - Valle di Ribordone

Partenza: Frazione Frachiamo

Arrivo: Monte: Punta Arbella

Quota partenza: m. 980

Quota arrivo: m. 1879

Dislivello: m. 890

Difficoltà: Escursionismo

Descrizione:

Dalla piazzetta di Frachiamo dove si lascia l'auto seguire il sentiero indicato da cartello in legno, poco fuori dall'abitato non proseguire dritti piegare a dx e attraversare rigagnolo bollo rosso poco visibile. Salire nel bosco di castagne, faggi e betulle passando per gli alpeggi di Paramea e poi Magna Fioria. Si prosegue sul versante Valle Soana e dall'alpe Colmetto alla punta con croce in ferro. Discesa sullo stesso sentiero. (Dal sito: www.gulliver.it)

Uja d'Ingria: da Sparone - Valle di Ribordone

Partenza: Frazione Vasario

Arrivo: Uja

Quota partenza: m. 1000

Quota arrivo: m. 1921

Dislivello: m. 921

Difficoltà: EE

Descrizione:

Lasciare l'auto un centinaio di metri dopo la chiesa di Vasario. Davanti ad un grande lavatoio i cartelli indicano la mulattiera da seguire che passando tra le baite si infila nello stretto vallone costeggiando il Rio Vasario. La mulattiera ben segnata con tacche rosse passa accanto alle miniere sui 1300 m., si sposta a sx e salendo abbastanza ripida sbuca nei bei pascoli davanti all'alpe Molinetto (1653 m.). Si continua spostandosi a dx e risalendo fino ad una baita (1800 m) posta sotto alla bocchetta dell'Uja (1834 m.). Dietro alla baita un cartello vicino ad un bellissimo pino verde scuro (il pino si nota già risalendo il vallone) indica il sentiero verso dx per l'Uja. Si arriva in cresta percorrendola fino a doversi abbassare leggermente verso la Valle Soana per evitare uno spuntone di roccia e riguadagnata la cresta con un ultimo saltino si è sull'Uja di Ingria 1921m. (Dal sito: www.gulliver.it)

Note:

punta panoramica tra la valle di Ribordone e la Valle Soana. occorre prestare attenzione dalla bocchetta alla cima specialmente nel caso ci fosse neve o ghiaccio.

Cima Loit: da Vasario - Valle di Ribordone

Partenza: Frazione Vasario

Arrivo: Cima Loit

Quota partenza: m. 1000

Quota arrivo: m. 2035

Dislivello: m. 1035

Difficoltà: E

Cartografia: IGC n.3

Descrizione:

l'itinerario con partenza da Vasario (1000 m) è lo stesso descritto per l'Uja d'Ingria fino alla baita (1800 m) con pino solitario; da qui il cartello di fianco alla baita indica la direzione della visibile Cima Loit. Quindi dalla baita si sale alla bocchetta dell'Uja (1834 m) e seguendo la cresta a sx si raggiunge la non lontana cima (2035 m.). La Cima Loit è anche facilmente raggiungibile dalla fraz. Ceresa di Ribordone (1000 m) e dal Santuario di Prascundù (1321 m.). I due itinerari si incontrano all'Alpe Saler (1702 m): il sentiero raggiunge l'Alpe Belvedere (1778 m) e da qui o si sale il ripido pendio senza sentiero, arrivando in breve alla cima, o si prosegue per il sentiero che arriva al Pian delle Masche (1900 m) e tornando indietro per cresta raggiungere Cima Loit.

Note:

gita facile e panoramica con possibilità di raggiungere sia l'Uja d'Ingria (1921 m) sia Cima Rosta (2173 m) senza perdere troppo dislivello.

La Casa forte di Pertia

Partenza: Sparone

Arrivo: Sparone, loc. Rua

Quota partenza: m. 550

Quota arrivo: 1225

Dislivello: m. 675

Difficoltà: nessuna (scarpe da montagna)

Cartografia: IGC n.3

Descrizione:

Appena giunti in Sparone prendere la strada per Ribordone. A 100 m. dalla piazza centrale (vicino alla chiesa parrocchiale) girare a sinistra in Via San Pietro fino alla Piazza del Cimitero. Lasciata líauto si prosegue per via San Pietro fino ad imboccare Via Adriano Olivetti e poi girare a destra. Poco pi? avanti, a sinistra, Ë visibile una cartina e líindicazione per la Casaforte di Pertia. Il sentiero costeggia a mezza costa la montagna sul versante orografico sinistro dellíOrco.

Dopo circa 45 minuti di cammino si giunge alla prima borgata, Prantunera, indicata su un cartello di legno. Si prosegue fino alla seconda borgata, Costa ëd Pracion per poi attraversare un rigagnolo; poche centinaie di metri dopo si attraversa la borgata di Courgnana. Da lÏ il sentiero sale gradatamente fino alla borgata Scialva, un pugno di case avvolte dal bosco. Prima di lasciare la borgata Ë visibile un bellissimo abbeveratorio in pietra, dalle dimensioni ìciclopicheî, che la leggenda nomina ìdi Re Arduino.

Da lÏ si sale ancora per circa mezzíora fino a giungere a Pertia, dove spicca subito allíocchio il poderoso roccaforte in pietra. Si dice (notizia poco attendibile) che questa fortezza sia appartenuta a re Arduino e che fosse collegata alla Rocca di Sparone. Durante la guerra del Canavese che contrappose Valperga e San Martino vi fu la conquista, nel 1339, della casaforte di Pertia ad opera di Giovanni Valperga il Maggiore, grazie alla complicità degli abitanti del luogo, evento che cambiò i rapporti di forza tra le famiglie rivali a tutto vantaggio dei Valperga.

Il castello di Pertia è fantasiosamente disegnato e descritto come fortissimo castello dal cronista Azario nel suo ìDe Bello Canepicianoî del 1362. Oggi sono ancora visibili gli antichi portali trilitici medioevali e la caratteristica imponente muratura in pietra a spina di pesce. » possibile anche raggiungere Pertia da Ribordone capoluogo, attraversando il Ponte del Diavolo e proseguendo per il sentiero ben indicato.